lunedì 2 febbraio 2009

Ha disperso i superbi

Oggi tutta Londra e’ ferma a causa della neve.

Ieri sera in casa si scherzava e si rideva un sacco nel sentire l’allarmismo dei telegiornalisti: condizioni metereologiche severe! Gravi conseguenze! Pericolo! Ma coraggio se, stiamo uniti come Nazione ce la faremo! (Erano caduti i primi 5 cm di neve…) Per un europeo-alpino la situazione era decisamente comica e letteralmente ero piegato dalle risate guardando il telegiornale [telegiornale? - ah si’ – sono riuscito per un attimo a convincere i compagni di casa a non guardare reality-tv sull’obesita’]

Ma poi la neve ha continuato a cadere… tutta la notte, e stramattina ci sono piu’ di 20 cm. Non ne e’ caduta cosi’ tanta a Londra in 20 anni. E TUTTO e’ fermo! Non si muovono gli autobus e il metro’. La gente va piano piano a prendere latte e pane per poi barricarsi in casa. Telefonate continue per assicurarsi di non essere i soli a non andare al lavoro.


Guardavo fuori dalla finestra contemplando un paesaggio bellissimo, ma decisamente inusuale: il contenuto e’ Inglese, ma la forma e’ decisamente europea, nordica, alpina. Anche le brutte case di mattoni di fronte a me sono eleganti e i giardini incolti sembrano curati.

Ma poi meditavo piu’ a fondo sul senso di questa straordinaria neve, e qui sta il motivo del blog. La neve ha una natura gentile, umilissima, silenziosa: procede per fiocchi innocenti e leggeri: ma solo dalle tempo e ferma una citta’ intera! Nessuno si aspetta tanta neve in citta’. Effettivamente e’ proprio un fatto strano.

In MILIONI oggi saremo a casa. Inclusi professori, pubblici amministratori, giornalisti, banchieri, analisti finanziari, studenti, autisti, impiegati, operai, cuochi. Gli unici che non staranno a casa sono quei disgraziati che non ce l’hanno.

Sono anche molto contento che si sia gelata la parabola del ricevitore satellitare e il segnale digitale non funzioni e il reality sull’obesita’ non si veda.

Spero sia un giorno di calma per tutti, un giorno in cui forzatamente da soli con se stessi nasca un sano e naturale desiderio di introspezione. Che questa citta’ motore e simbolo della finanza internazionale e del capitale virtuale, e anche motore e simbolo della sua crisi, sia un po’ positivamente umiliata, rallentata.

Mi sono venute in mente le parole del Magnificat:

“Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili”

2 commenti:

papà ha detto...

Bella la tua descrizione dell'evento che fa riflettere sulle forze di una natura che spiana la strada all'imponderabile (imponderabile=del quale sfugge il peso)!
E bella anche la foto di un monumento che sembra prendersi la solennità del silenzio persa da troppo tempo.
Ad un inno sacro affiancherei le note di un canto profano come quelle di Inverno del grande Faber.
Ci sono tutti gli ingredienti per dare qualche contenuto al concetto astratto del bello.
Snow-how!
Papà

Unknown ha detto...

E' davvero difficile lasciare un commento dopo il passaggio di Egidio, è un po' come ritrovarsi a scrivere la postfazione ad un saggio di meccanica quantistica la cui prefazione sia stata scritta da Albert Einstein... E non solo per l'autorevolezza, ma anche e soprattutto per lo stile acuto ed impeccabile, ma allo stesso tempo molto personale.

Il bello della neve in città è che rende più allegri i telegiornali (parlano gli esperti che ne guardano un paio a semestre...), le albanesi stuprate dal branco o il pasticciere affogato nella crema di cioccolato per magia spariscono, lasciando spazio ad inquadrature suggestive e ad immagini originali (100 tonnellate di sale sotto un tendone dell'esercito).

Magari ci fosse un po' di neve qui! 3 settimane di pioggia, in questo gennaio/febbraio ci hai di sicuro guadagnato a fare l'emigrante, consolati così!

Un abbraccio.

Francesco e Serena.