sabato 14 marzo 2009

Il Problema del Male

Il secondo saggio di Filosofia della Religione e’ sul `problema del male’ – un problema teologico classico che ha impegnato quasi tutto i grandi filosofi che si sono occupati di religione, a partire da Sant’Agostino fino a oggi.

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Perche’ esiste il male se Dio e’ buono e onnipotente? Se il male esiste e Dio vuole toglierlo ma non puo’, allora Dio non e’ onnipotente. Se invece puo’ ma non vuole, allora non e’ buono. C’e’ chi ha argomentato che il male non esiste (Agostino – non ha un’essenza propria, e’ privazione del bene), chi per un Dio senza uno dei due attributi, bonta’ o onnipotenza. E chi per la consistenza logica dei tre aspetti: male, bonta’ e onnipotenza.

Nel mio saggio prendo in considerazione questa terza opzione discutendo il lavoro di Alvin Plantinga, un filosofo contemporaneo calvinista particolarmente intelligente. La sua tesi – come per tanti altri - e’ che Dio e’ buono e onnipotente, ma avendo voluto creare l’uomo libero, necessariamente deve acconsentire all’esistenza del male, perche’ azioni libere dell’uomo non possono non risultare anche in effetti malvagi [questi argomenti riguardano quindi il male che segue scelte morali, non tanto mali conseguenti a fenomeni fisici, come un terremoto o una malattia genetica]. La risposta all’esistenza del male sarebbe dunque la liberta’ dell’uomo.

C’e’ chi ha risposto (per esempio Mackie): Dio avrebbe potuto creare l’uomo libero e far si’ che l’uomo comunque scelga sempre il bene. Visto che questo succede qualche volta non e’ logicamente impossibile che succeda ogni volta. Plantinga cerca di dimostrare che nemmeno un Dio onnipotente puo’ creare un mondo con uomini liberi che scelgono sempre il bene. Questo funziona (forse) accettando come premessa che un Dio onnipotente puo’ fare tutto, ma a patto che non violi le leggi della logica. Per esempio nemmeno Dio puo’ creare un cerchio quadrato o un mondo in cui Lui stesso non esiste.

La conclusione e’ – come per Agostino e Tommaso – che fra tutti i mondi possibili che Dio avrebbe potuto creare, il nostro e’ quello piu’ perfetto, nonostante la presenza del male, perche’ e’ un mondo con individui liberi.

Il mio saggio e’ molto circoscritto al problema di cosa Dio possa logicamente fare o non fare, basandomi sull’analisi di Plantinga.

Ma il problema del male ha un respiro ben piu’ ampio. Intanto cos’e’ il male? Qualsiasi esperienza di dolore e sofferenza? Un ginocchio sbucciato perche’ si inciampa e si cade? Ma si puo’ veramente domandare a Dio che se Lui e’ buono deve togliere anche questo tipo di male? Dovrebbe forse anche invalidare localmente la legge di gravita’ allora… forse e’ troppo.

Ampliando un po’ lo sguardo, c’e’ chi riflette (il Padre della Chiesa Ireneo di Lione, per primo) sulla natura della sofferenza, e del male vissuto personalmente come una dinamica essenziale alla crescita morale della persona, e quindi anche coerente con il progetto di Dio.

Infine c’e’ l’aspetto cristiano della croce, apice del male, che arriva fino alla morte, ma che in Cristo diventa passaggio alla vita. Credo sia decisamente troppo dire che il male e’ necessario al progetto di Dio, insistendo che attraverso la redenzione abbiamo una piu’ profonda esperienza di Lui (per esempio la dinamica del peccato e del perdono). Ma sicuramente la realta’ del male e’ un dato essenziale della Bibbia, sul quale Dio costruisce elementi per elaborare la sua relazione con l’uomo e sul quale in ultima istanza trionfa.

1 commento:

papà ha detto...

Salve,
anche se non ho letto ancora il tuo saggio, cosa che farò con un po’ di calma, voglio inserirmi in questo dibattito, con tanta modestia ma con interesse e curiosità.
L’argomento non è dei più facili e non avendo letto abbastanza a questo proposito, mi permetto di fare qualche commento a rigor di logica e buon senso maturato con il tempo, che, in fondo, rimane sempre un buon maestro.
Anch’io sono dell’idea che Dio proprio essendo Onnipotente, è l’origine conscia del Bene e del Male.
Provo a ragionare sul piano pratico.
Intanto mi sembra che nell’Onnipotenza di un Essere ci sta tutto e quindi anche il prevedere la coesistenza di tutti quei fattori che interessano l’uomo e che assicurino una “coerenza” assolutamente completa del creato: come dire, deve essere previsto tutto ciò che serve per garantire l’armonia delle cose, anche quello che può sembrare in contrasto con l’idea di perfezione ma la cui assenza comprometterebbe il corretto evolversi dei fenomeni necessari al raggiungimento del Fine ultimo.
(Non entro nella questione del Fine, altrimenti mi perdo).
Poi credo che la dinamica della contrapposizione sia quella che genera la vita e che il raggiungimento di uno stato di equilibrio e di perfezione arresti il pulsare di sentimenti e pensieri.
Ad esempio: il tatto che ci è stato dato sarebbe incompleto ed imperfetto se avesse solo le terminazioni per avvertire il freddo, visto che il caldo è vitale per l’uomo: quindi ci si può scottare e far male a causa del troppo caldo, pur avendo un senso in “equilibrio” e nel quale è previsto anche l’avvertenza del male, che non è tale fintanto non ci capiti inavvertitamente di finirci dentro.
Il Bene ed il Male sono due stati che si combinano per formare vari livelli di realtà e che completano il quadro complesso della Creazione.
Sono anche comprensibili nei confronti dell’emotività che esalta la grandezza della persona umana: la sola contemplazione del bello e del bene in questa terra che emozione può suscitare alla lunga se non cambia qualcosa nel meccanismo che li ha generati, passando, magari per poco, attraverso una decadenza della perfezione.
E poi, infine, come si potrebbe giustificare quelle altri grandi qualità della crescita umana che sono l’anelito, l’ansia, l’attesa, la ricerca, la speranza.
Parole da togliere dal vocabolario, che risulterebbe più povero.
Se ci fosse solo il Bene, che cerchi ?, perché ti sforzi di pensare ?, che cosa ti interroghi a fare etc. ?
Tutte attività che sei creato per fare e che non eserciteresti, oppure non dovevi essere predisposto, ma allora la creazione non era perfetta e Dio non Onnipotente!
Mah! forse sono andato fuori tema.
Ma non vorrei neppure averti fatto pentire ad andare a Londra per approfondire temi di cui ho io già la risposta !
Un abbraccio.