sabato 7 marzo 2009

L'Argomento Cosmologico

In questi giorni sto scrivendo i saggi di Filosofia della Religione, che come si puo' immaginare mi appassionano molto. Il primo, che potete scaricare qui

http://www.mediafire.com/?yztyykznnyh

e’ sull’argomento cosmologico, una delle prove classiche dell’esistenza di Dio.

Ci sono diversi argomenti che tentano di dimostrare l’esistenza di Dio. Alcuni si basano su ragionamenti a priori, come l’argomento ontologico che parte dalla definizione di Dio come l’essere che possiede ogni perfezione e conclude che fra le sue proprieta’, per essere perfetto, deve includere anche l’esistenza. Altri argomenti muovono da osservazioni a posteriori sullo stato dell’universo. L’argomento teleologico, per esempio, osserva che la complessita’ dell’universo, e soprattutto le condizioni cosi’ speciali che hanno portato alla formazione della vita umana, sono tali da richiedere una spiegazione di finalita’ che solo un creatore puo’ soddisfare.

L’argomento cosmologico, invece, parte dalla semplice osservazione che nell’universo esistono delle cose e che e’ ragionevole chiedersi il motivo della loro esistenza. Questo costituisce il `principio di ragione sufficiente', introdotto da Leibniz: ogni cosa che esiste deve avere una causa o una spiegazione per la sua esistenza. Le cose esistenti possono essere solo di due tipi: quelle che esistono necessariamente (non possono non esistere) e quelle che esistono contingentemente (possono non esistere). Per le cose necessarie la spiegazione dell’esistenza e’ a loro interna, per le cose contingenti, esterna, cioe’ sono causate da un'altra cosa esterna.

Una versione dell’argomento procede piu’ o meno cosi’. L’universo viene visto come una serie di cose contingenti, ognuna delle quali ha una causa che la precede. Questa serie puo’ essere finita o infinita (questa scelta e’ un aspetto importante, ma non decisivo. Per i medioevali il regresso all’infinito non era accettabile, ma per la matematica moderna una serie infinita senza un primo termine non e’ un problema). Poi bisogna decidere se la serie stessa sia una cosa che ha bisogno di una causa. Se si’, la causa non puo’ essere una cosa contingente, altrimenti sarebbe interna alla serie e non potrebbe causarla. Allora deve essere necessaria. La causa necessaria della serie di cose contingenti sarebbe riconoscibile come Dio. Nel saggio ci sono tutti i dettagli. Mi sono divertito, perche’ ho dovuto rivedermi criteri di convergenza delle serie matematiche e alcune idee sulla topologia e la geometria dell’Universo che emergono dalla relativita' generale. Ma anche leggere i testi originali di San Tommaso d’Aquino e’ stato emozionante.

Questi argomenti razionali hanno la loro forza, ma e’ gia’ tanto se riescono a convincere che un essere necessario debba esistere come prima causa. Siamo lontani dal Dio della religione. Per quello bisogna pensare a una serie di argomenti combinati che trattano altre proprieta’ della sua essenza.

Non bisogna comunque dimenticare la classica obiezione di Kant: l’esistenza non e’ un predicato, cioe’ non fa parte della serie di proprieta’ che servono a specificare l’essenza di una cosa. L’essenza non include l’esistenza.

Eh, poben.

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